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Caro/a Amico/a
Questo periodo dell'anno è molto particolare per Safà,
il clima non da tregua, ed i nostri missionari sono alle prese con un
fenomeno che verso l'equatore è molto sentito. Le piogge. Non
sempre si rivelano dannose, anche se per la loro intensità in
molti casi non sono da sottovalutare...
PIOGGE
Sono arrivate
anche questa volta, precise come degli orologi.
Per giorni interi quando passava una nuvola pregavo che fosse lei, la
pioggia ristoratrice.
Poi, quando ho smesso di guardare in alto ho dovuto guardare in basso,
per non cadere dentro le pozze d’acqua.
All’improvviso il cielo è diventato buio, un rumore sordo
veniva da lontano e si avvicinava rapidamente. Era la pioggia che cadeva
sugli alberi della foresta. È incredibile il rumore della pioggia
amplificato dalle foglie dei grandi alberi!
Quando arriva il vento è meglio che ti metti al riparo: secchiate
d’acqua ti possono investire.
Le prime piogge della stagione segnano l’inizio della semina e
quindi il lavoro dei campi. Vedi da ogni parte la gente che prepara
per bene il campo, con grande lena liberano dalle erbacce, sistemano
dei piccoli solchi per il mais, mentre la manioca non ha bisogno di
grandi cose: pianti il bastone e poi troverai il tubero.
Le piogge di aprile dicono la speranza di un raccolto a breve termine.
A maggio si avranno già le pannocchie da abbrustolire al fuoco
o da lessare. Ed il raccolto, che si spera abbondante, promette anche
una buona vendita ai mercati vicini se non addirittura nella capitale.
Si spera che le piogge continuino.
E continuano periodiche durante la settimana. La nostra auto, ogni volta
che esco, ritorna rossa di fango. Piccole buche, grandi fosse mi attendono
per raggiungere la cappella della Scad o per andare a Loko.
Un giorno devo andare a Saguila: entro nel pezzo di foresta che rimane…e
per poco non rimango piantato in una fossa di acqua e fango che raggiunge
quasi l’abitacolo! Un minimo di manovra falsa o un’indecisione
nello sterzo e sei dentro. Non ci stanno auto nei paraggi che ti possano
aiutare.
Rientro a casa con un sospiro di sollievo.
Dico a Bertrand e Saint Cyr di lavare l’auto, prima che il fango
si indurisca e crei dei problemi.
Guardo il cielo che minaccia ancora acqua. Forse sono già stanco
di questo tempo. Poi ripenso ai campi seminati, alle speranze riposte
dentro le zolle di terra irrigate generosamente da questa pioggia d’aprile.
Ogni famiglia sta già facendo spazio per il raccolto.
Ringrazio il Signore, perché la speranza sta già germogliando,
non soltanto nei campi ma anche in ogni capanna.
Alex
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