Da Pio IX a Giovanni Paolo II


Tra i pontefici dell'epoca moderna, Pio IX è sicuramente tra quelli che hanno mostrato maggiore venerazione per la piccola santa romana e particolare sollecitudine verso le necessità anche materiali della basilica che ne custodisce le spoglie. Anzi, si può senza alcun dubbio affermare che l'ultimo papa-re fosse di casa nel complesso monumentale sulla via Nomentana. Fu proprio qui, all'interno dell'antico monastero, che durante una delle sue frequenti visite avvenne un particolare incidente. Era il 12 aprile 1855: Pio IX, insieme con il seguito, era di ritorno da un pellegrinaggio alle vicine catacombe di Sant'Alessandro. Dopo il pranzo, il pontefice concedette udienza ai seminaristi di Propaganda Fide. Mentre si trovavano in una sala, ad un tratto il pavimento sprofondò e tutti (oltre cento persone, il papa compreso) caddero nel vano sottostante senza però farsi alcun male. I presenti attribuirono la loro incolumità alla protezione di Maria Immacolata (solo quattro mesi prima il pontefice ne aveva definito il dogma) e di sant'Agnese. Pio IX si recò subito sul matroneo della basilica per cantare un Te Deum di ringraziamento. Quella caduta, in un certo senso, può essere considerata anche una "felice" caduta, perché il papa disse: "Forse bisogna ricostruire questa canonica e questa parrocchia: è un po' vecchia e anche pericolosa". Qualche tempo dopo Pio IX dette ordine, infatti, di procedere a un radicale restauro della basilica e del monastero medievale. Un grande affresco e una lapide, nella sala del Battistero, ricordano oggi l'incidente occorso a Pio IX. Lo straordinario evento è stato ricordato anche da Giovanni Paolo Il durante la visita pastorale compiuta il 5 novembre del 1989 nella parrocchia di Sant' Agnese. Parlando a un gruppo di bambini il Santo Padre ha detto: "Alludendo... a questa caduta del mio veneratissimo predecessore Papa Pio IX, vorrei dirvi che da tutte le cadute dobbiamo sempre cercare di difenderci. C'era un santo, san Stanislao Kostka, che diceva: "Ad maiora natus sum". Sono nato per le cose superiori, maggiori. E questo ci dice attraverso i secoli anche la santa patrona della vostra parrocchia, santa Agnese, e ce lo dice con grande efficacia, sono nato per le cose superiori. Non dimenticate mai questo indirizzo. Nella vita non si deve scendere, andare giù, ma si deve sempre cercare di andare su, di migliorare, di perfezionare se stessi, la propria intelligenza, la propria volontà, il proprio cuore. In questa strada, in questo cammino, in questa ascesa ci aiutano Gesù, lo Spirito Santo, ci aiuta anche la nostra madre, la Vergine Santissima, ci aiutano i santi e specialmente la vostra santa Agnese".