Il carme di Papa Damaso
La Depositio martyrum, alla data del 21 gennaio, riporta la
scritta: XII kal. {eh., Agnetis in Nomentana. È questo il documento più antico
riguardante la martire finora conosciuto dagli storici. Segue in ordine di
tempo il carme fatto scolpire da papa Damaso, che nella lastra originale ancora
si conserva lungo lo scalone che conduce alla basilica di Sant'Agnese, e nel
quale, sulla base di una narrazione, attribuita tradizionalmente ai genitori,
sono evocate le vicende del martirio della santa. Ecco la traduzione del testo
che papa Damaso, romano, nato a ridosso dei fatti (305), dettò al suo calligrafo
Furio Dioniso Filòcalo (tra parentesi sono indicate le parole mancanti nella
lastra di marmo): "Secondo un'antica tradizione, i santi genitori riferirono
che Agnese, quando la tromba (della persecuzione) fece udire lugubremente
la sua voce, nonostante fosse fanciulla, si staccò prontamente dal grembo
della nutrice, per affrontare, spontaneamente, l'ira e le minacce del truce
tiranno, il quale volle bruciare il nobile corpo. Con esili forze seppe superare
un tremendo timore, e sciolse i capelli sulle nude membra, onde impedire che
il tempio di Dio (il corpo) fosse profanato dallo sguardo di mortali. O invitta
e benigna martire, da me venerata, che santamente onorasti il pudore, ti prego
di esaudire le preci di Damaso". L'intera narrazione, dal punto di vista sintattico,
è una proposizione dipendente dal verbo refert, e questo mette in evidenza
il proposito di Damaso di limitarsi a riferire quanto risultava dalla tradizione.
A questa s'ispirano anche un passo del De virginibus di sant'Ambrogio (377)
e l'inno XIV del Peristephanon di Prudenzio (405). In quest'ultimo compare,
così come nelle passiones latina e greca (V-VI secolo), l'episodio dell'esposizione
della fanciulla in un luogo di malaffare. Nessun dato ci viene da Damaso sull'epoca
del martirio, ma il fatto stesso che Agnese sia menzionata nella Depositio
martyrum, documento nel quale non figura alcun martire di periodi anteriori
alle persecuzioni del III secolo e dei primi anni del IV, fa presumere che
la fanciulla (tredicenne, secondo Prudenzio) sia stata martirizzata nel corso
di una di quelle persecuzioni.